Ogni foto racconta una storia

Licia, ritratto nello studio Antonelli a Bari, gennaio 1935
Licia, studio Antonelli, Bari, gennaio 1935

È il gennaio del 1935 e Licia entra nello studio Antonelli, a Bari.
Si siede, sorride, si fa fotografare, per essere ricordata. Oggi come ieri.
Questo accade ogni giorno nel mio studio, ed è il motivo per cui faccio questo lavoro.

Sulla foto, in basso, Licia ha scritto di suo pugno una dedica: «a Maria e Nannino, per essere ricordata». Maria e Nannino erano i miei nonni materni, Licia mia zia. Sotto la firma, la data: Bari, 16 gennaio 1935.

Licia voleva essere ricordata, e lo ha scritto. Novant’anni dopo quella foto è arrivata fino a me, e lei è ancora qui.

La voce di zia Licia

Zia Licia era Licia Albanese, uno dei grandi soprani del Novecento. Era nata nel 1909 a Torre Pelosa, l’odierna Torre a Mare: quando entrò nello studio Antonelli aveva venticinque anni, e la sua carriera stava per cominciare davvero.

Pochi anni dopo era in America. Nel 1940 debuttò al Metropolitan Opera di New York come Madama Butterfly, il ruolo che l’avrebbe accompagnata per tutta la vita: solo al vecchio Metropolitan Opera House lo cantò 72 volte. Su quel palcoscenico restò per ventisei stagioni. Nel 1946 Arturo Toscanini la volle come Mimì nella Bohème e come Violetta nella Traviata, in due celebri esecuzioni trasmesse dalla radio americana e poi incise su disco.

New York diventò la sua casa. Visse quasi tutta la vita a Manhattan, dove si è spenta nel 2014, a centocinque anni.

Nel 1960 il suo nome entrò anche nella Hollywood Walk of Fame, a Los Angeles: una stella sul marciapiede di Hollywood Boulevard, per le sue incisioni discografiche.

La stella di Licia Albanese sulla Hollywood Walk of Fame a Los Angeles
La stella di zia Licia sulla Hollywood Walk of Fame. Foto di Berenikes, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0
Zia Licia Albanese, ritratto in studio con la dedica ai miei genitori Carmela e Giancarlo
Zia Licia, con la dedica ai miei genitori

Anni dopo, ormai una delle voci più amate del Metropolitan, Licia si fece fare un nuovo ritratto in studio. E anche su quello scrisse una dedica: «A Carmela, Giancarlo, con affetto, zia Licia». Ai miei genitori, questa volta. Lo stesso gesto di quel giorno del 1935 a Bari: una fotografia, poche parole scritte a mano, per restare nella vita di chi le voleva bene.

I regali da Manhattan

Per me però era soprattutto la zia che a Natale tornava in Italia. Arrivava da Manhattan con le valigie piene, e per noi nipoti portava doni incredibili, oggetti che in Italia non si erano mai visti. Per un bambino, era come se Babbo Natale arrivasse direttamente da New York.

Ripenso a quella ragazza di venticinque anni seduta nello studio Antonelli. Non poteva sapere che sarebbe diventata una voce famosa in tutto il mondo. Sapeva soltanto che voleva essere ricordata da chi le voleva bene. E così ha lasciato una fotografia, con una dedica scritta a mano.

Sfogliare vecchi album fotografici, che custodiscono scatti dei nostri genitori o immagini di viaggi vissuti con amici, suscita sempre intense emozioni. Ogni fotografia racconta una storia e ci porta alla memoria il momento in cui è stata scattata.

Quando guardo il ritratto di Licia penso a quante cose non sappiamo di quel giorno. Non sappiamo che tempo facesse, come fosse arrivata in studio, a chi avrebbe regalato quella foto. Eppure lei è lì, dopo novant’anni, e ci guarda. Quel sorriso è arrivato fino a noi perché qualcuno lo ha fissato su carta, e qualcun altro lo ha conservato.

Officina Ricordi

È per questo che ho aperto Officina Ricordi, la mia sala posa a Bari, in via Giuseppe Pisanelli 20. Un luogo dove fermarsi davanti all’obiettivo e uscire con un ricordo stampato, da conservare e da tramandare.

Se anche tu hai una storia da raccontare, o una persona che vuoi ricordare, vieni a trovarmi. Ci sediamo, sorridi, e facciamo una fotografia. Oggi come ieri.

Anche tu hai un ricordo da fermare?

Vieni a Officina Ricordi, la mia sala posa in via Giuseppe Pisanelli 20, a Bari. Un ritratto stampato, da conservare e da tramandare.


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